Migliaia di persone in fuga da miseria e violenza in cammino
dall’Honduras verso gli USA, una massa di persone unita che forse nutre
ancora speranze e mi fanno pensare ai giudei esuli che lasciano
Babilonia per andare verso la casa dei loro padri. Ma l’umanità oggi
sembra aver compiuto una repentina svolta antropologica, l’accoglienza
non è più un sentimento, un atteggiamento che trova molto spazio nella
nostra società. Trump, proprio ieri sera, in un twitter, diceva di
approvare la manovra economica del nostro governo e la sua politica
migratoria. Cioè una politica di restringimenti di diritti e
respingimenti di persone. E questa è la situazione che troveranno quei
tanti profughi in arrivo negli Stati Uniti dopo giorni e giorni di
marcia e di fatiche. Perché viene più naturale respingere che
accogliere? Non vediamo più nelle persone la ricchezza di un volto
nuovo,un volto che potrebbe diventare amico e collaboratore. Alle
persone non pensiamo più, ci spaventa il peso materiale che queste
possono rappresentare: ospitalità, integrazione, condivisione di beni e
di cultura. Il cambiamento che la loro presenza chiede alla nostra
umanità: saper vedere in una dimensione nuova – come il cieco di Gerico
che urla e viene azzittito perché disturba – ecco, dobbiamo imparare a
disturbare, andare controcorrente, aprire gli occhi e capire che la
strada dell’ascolto e dell’accoglienza è quella che Gesù ci dice di
perseguire. Si parla molto di libertà e di uguaglianza (si parla … non
che si faccia molto), ma dalla “trilogia” famosa è scomparso il termine
fratellanza. Bisogna reinventarla, cioè viverla; non è un’utopia
sentimentale, ma va posta nel cuore della storia come forza di
cambiamento e di trasformazione. Aiutiamoci, è un compito oggi urgente
che ciascuno di noi ha davanti perché le barriere non le costruiscono
solo gli Stati. Mi è sempre piaciuta tanto e me la ripeto spesso e l’ho
ripetuta tanto ai miei figli che “fratelli non si nasce ma si diventa”.
Sandra Rocchi
sabato 3 novembre 2018
domenica 21 ottobre 2018
Riflessione
Nei Vangeli la strada verso il Regno di Dio è ben diversa
da come la Chiesa nei secoli ci ha
proposto, con suoi dogmi, precetti, catechismi e interpretazioni …per lo più inclini a
favorire i potenti, per conservare o ottenere potenza.
E ancora oggi, malgrado tanti tentavi di riformarla non
solo da parte di papa Francesco, non è cambiata, però, “ è volontà degli uomini: può cambiare…” E' un grande spiraglio di
speranza! Certo, se questa
constatazione fosse presa in considerazione specie da chi è guida nelle
parrocchie.
La libertà... Perché continua invece attraverso
dogmi, precetti ecc, opprimere anziché
liberare? Noi stessi dobbiamo liberarci, liberare le nostre coscienze (…se
penso che ogni dubbio in materia di fede fino a non molti anni fa era oggetto di
confessione..)
E come, dal
momento che sono pochi i privilegiati che hanno l’opportunità di incontrare la
Parola attraverso il vero approfondimento
del senso delle s. scritture. Considerato che nelle omelie parrocchiali
è rarissimo si approfondiscano i
testi sacri e che venga inculcato nei seguaci lo stimolo alla ricerca delle
verità liberatrici che racchiudono, e che i testi vengono per lo più
esposti…tale quale, parola per parola, (...di Dio) come se non incidessero i
secoli e millenni del trascorso
contesto storico, senza tener conto delle probabili sovrapposizione di
interpretazioni e traduzioni incorse, di aggiunte posteriori, così
pure come il simbolismo di molti passi dei Vangeli (v. Gv.) che
continuano a venire proposti come realtà oggettiva.
Possono i cattolici, che frequentano queste celebrazioni
cambiare la Chiesa? Come ?
Penso a un pastore come il cardinal Romero e altri come
lui, che hanno affermato di essere stati “ convertiti” alla realtà del Vangelo dal loro popolo,
o meglio, dai poveri del loro gregge.
“ma siamo capaci
di sopportare il prezzo di questa libertà?”
La libertà, bene prezioso, comporta però tutta la
sua responsabilità e coerenza di vita..
Mi attraversa la mente : “ Come era bello quando si
credeva… come nelle fiabe…!”
Ma poi la vita scorre in fretta, e sarà lei stessa a
risvegliarci facendoci scoprire quanto ci siamo lasciati vivere anziché vivere,
e quanto invece, attraverso una impegnativa, ma liberatrice presa di coscienza,
si sarebbero fatte scelte ben diverse; quelle volte al vero senso di questa, sempre brevissima,
vita.
Giovanna Bianchi
domenica 14 ottobre 2018
Siamo Cattolici ma non Cristiani!!!
Siamo
stati resi ottusi dalla paura di
perdere le nostre inutili ricchezze tanto che non sentiamo più il fascino, la
bellezza la forza della sua Parola che eppure : “è viva”! Tanto viva, che per
non udirla ci si trincera nel più aberrante egoismo. Saranno cattolici, ma non
Cristiani, coloro che accettano i soprusi che quasi ogni giorno prendono a
bersaglio i più deboli, che non si ribellano contro l’evidente deriva dei
nostri Paesi occidentali, lasciando
che “a fare il lavoro sporco” siano
i governanti da loro eletti, e così credendo di tirarsi fuori da una responsabilità
vergognosa riguardo questi tanto temuti poveri diventati davvero l’oggetto di
tutte le loro/nostre(?) paure.....
Quanti,
nel rivedere le angherie cui sono stati oggetto, negli anni ’30 e ‘40 i
perseguitati dal totalitarismo di destra, si sono chiesti: perché sono accaduti
questi fatti terribili? Perché tutti i popoli, la popolazione italiana compresa
è rimasta inerme a guardare, così come anche la Chiesa stessa non hanno
fatto sentire all'unisono, forte e alta, la loro
voce.
E
oggi, cosa aspettiamo, noi che cerchiamo il Regno di
Dio.
La
sua Parola, che è sempre viva, ci dice, “cercate prima il regno di Dio
e la sua
giustizia”
Giovanna Bianchi
